Comune ticinese del distretto di Lugano, Svizzera. E' situato in Val Mara, a 609 m. s/m, ai piedi
del Monte Sighignola, nella parte occidentale del massiccio del Generoso, a pochi chilometri dal valico per
Lanzo d'Intelvi e l'omonima valle. Ci si arriva con l'autopostale dalla stazione FFS di Maroggia.
Si estende su una superficie di 850 ettari.
Confina con Maroggia, Rovio, Pellio Superiore, Lanzo, Lugano, Campione e Bissone.
Negli ultimi decenni ha registrato un notevole
sviluppo edilizio, che ha portato
alla formazione di nuovi insediamenti sulla sponda destra della valle. Attualmente conta
980 abitanti. Ha 2 sezioni di scuola per l'infanzia con 43 allievi;
3 sezioni di scuola elementare con 66 allievi; 30 allievi frequentano invece la scuola media
di Riva S. Vitale.
Con Rovio, Arogno ha avviato le pratiche per costituirsi in "Regione
di montagna della Val Mara".
Lo stemma del villaggio presenta un'immagine di capro
in colore nero su sfondo giallo, sormontato da una stella rossa a cinque punte.
Becch è il soprannome dato agli abitanti del paese. Si ricorda così
l'antica vocazione del villaggio all'allevamento di capre.
Arogno, per le sue caratteristiche
architettoniche e paesaggistiche, è stato segnalato come villaggio di importanza nazionale
dall'ISOS (Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere).
Esposto a sud, a forma di semicerchio, con un interessante sistema viario costituito
da vicoli, scalinate e sottoportici, il villaggio presenta pregevoli piazzette
dalle notevoli qualità storico-architettoniche.
Fra gli edifici più importanti segnaliamo la chiesa parrocchiale di
Santo Stefano e l'Ossario, di epoca barocca, oltre a Piazza Adamo da Arogno con i suoi pregevoli edifici,
retaggio della tradizione degli artisti locali.
Arogno fu patria di artisti, attivi in tutta Europa,
i quali, durante i rientri stagionali, non mancarono di abbellire con la loro arte il villaggio.
Chiesa di S. Stefano
Ossario (particolare)
Pure interessanti sulle sponde della valle sono i numerosi terrazzamenti,
utilizzati in origine per la coltura della vite e dei cereali. Possiamo considerare tali tracce come l'espressione della
necessità, per la passata economia contadina prevalentemente autarchica, di sfruttare con cura e competenza le risorse
territoriali disponibili.